mercoledì 2 dicembre 2015

La Luna e il Natale


 

 

 

I lavori nelle campagne sono legati a ritmi ben precisi, scanditi dal ciclo delle stagioni. Durante l’anno il Sole determina il susseguirsi della stagione calda e di quella fredda, per via della diversa esposizione della Terra ai raggi solari. L’epoca materialistica in cui viviamo ed il pensiero scientifico hanno privato di ogni significato i movimenti dei corpi celesti e le relazioni esistenti fra questi e la vita dei vegetali e di tutti gli esseri viventi. Il Sole è l’astro più influente (che da sempre rappresenta il principio maschile). Non meno importante è la Luna (che invece raffigura il principio femminile); quella della Luna è un’influenza determinante. È la simbiosi tra questi due principi che genera la vita, immagine di unapolarità archetipica e di forze complementari.

In epoche passate era tenuta in grande considerazione anche l’influenza della Luna sulle coltivazioni, ed i lavori agricoli erano marcati non soltanto dal ciclo solare ma anche da quello lunare. Si può affermare che quella tra Sole e Luna sia un’autentica danza ed una sinergia, la cui immagine è sintetizzata nelle lancette dell’orologio: dove la lancetta delle ore rappresenta il Sole e la lancetta dei minuti rappresenta la Luna. Il centro dell’orologio è la Terra (immagine geocentrica). Sullo sfondo vi sono le 12 costellazioni zodiacali.

L’orologio a lancette è l’emblema di come in epoche passate vi fosse coscienza del fatto che il fluire del tempo fosse proprio scandito dai ritmi planetari, nel quale l’elemento circolare sta a significare la ciclicità della vita. Mentre i moderni orologi con display digitale, nei quali compaiono solo i numeri, non permettono di cogliere i nessi vitali e le relazioni tra ritmi cosmici e vita sulla Terra. L’unità di misura temporale costituita dall’ora (60 minuti) è determinata dal ciclo solare in relazione al ciclo lunare. A loro volta in riferimento alle 12 costellazioni zodiacali. Dunque anche il ritmo lunare ha da sempre ricoperto un ruolo di primaria importanza. La lancetta delle ore identifica il movimento del Sole, mentre quella dei minuti coincide con il movimento della Luna. Nell’orologio a lancette abbiamo proprio l’immagine del movimento del Sole e della Luna in relazione alla Terra quale punto centrale fisso e punto di osservazione (immagine geocentrica). Con le 12 costellazioni sullo sfondo. Ovviamente quella dell’orologio è una suddivisione schematica, ma che comunque riproduce il moto di Sole e Luna nelle 12 costellazioni in relazione alla Terra.

La vita del mondo contadino tradizionale era dunque scandita in maniera determinante dalle varie lunazioni, ed il tempo naturale a cui si conformava dava origine ad una vasta e complessa cerimonialità connessa a ritmi biologici e stagionali.    

Per “lunazione” s’intende il periodo, o la fase, che va da Luna nuova a Luna nuova. Per Luna nuova s’intende il momento in cui la Luna è praticamente invisibile poiché è visibile solo la sua parte oscura, cioè nonilluminata dal Sole. Ogni lunazione esercita un’azione sulla Natura, ed il conteggio delle lunazioni, ovvero la prima lunazione, ha inizio con la Luna nuova tra i primi e la fine di marzo (nel 2016 la prima lunazione va dal 9 marzo al 7 aprile). Questa lunazione è chiamata “di primavera” (Pasqua) ed è il momento in cui si risveglia la vita, la linfa delle piante ricomincia a scorrere con una certa intensità e molti vegetali iniziano la fase di fioritura. La prima Luna piena dopo l’equinozio di primavera appartiene sempre alla prima lunazione. Questa Luna piena determina l’inizio del conteggio delle lunazioni; ed è questa Luna che, poi, determina la Pasqua. Questa prima lunazione era tenuta in grande considerazione dal mondo contadino e dal mondo tradizionale. L’etimologia del termine “Pasqua” sta ad indicare un passaggio, una liberazione,passare oltre. Ma anche “pascolo”, in relazione alla ripresa vegetativa.

In ogni lunazione, ovviamente, si ha una Luna piena. La celebrazione della Pasqua è determinata dalla Luna piena di questa lunazione (la prima Luna piena dopo l’equinozio di primavera).

La seconda lunazione è detta “della foresta” poiché gli alberi cominciano a ricoprirsi di foglie ed i vegetali acquistano sempre più vigore.

La terza lunazione ha un nome emblematico: “dell’opulenza”. In questo periodo vi è il proliferare di fiori d’ogni genere e vi è un forte stimolo di crescita nei vegetali, anche in virtù dell’influenza solare.

La quarta lunazione (S. Giovanni) è detta “delle praterie” ed è, di solito, quella del solstizio di giugno. In questo momento gli influssi cosmici sono molto forti, la crescita è notevole e la linfa scorre abbondante. Molte piante giungono a maturazione. Questa è una delle 4 lunazioni più importanti insieme alle due degli equinozi e a quella del solstizio d’inverno.

La quinta lunazione è detta “d’oro e d’argento” per via del calore estivo che fa seccare ogni cosa. È, indicativamente, il periodo di luglio.

La sesta lunazione è chiamata “del sole” ed è quella nella quale il ritmo biologico dei vegetali inizia a rallentare. Questa è una fase di passaggio nella quale si intravede l’inizio dell’autunno.

La settima lunazione (S. Michele) è chiamata anche “dei profumi” perché un proverbio giapponese dice che in questo momento “la natura dona ciò che le resta prima di addormentarsi”. Si ha l’equinozio d’autunno. La Luna piena di questa lunazione è particolarmente intensa e forte. Vi sono molti proverbi a riguardo.

L’ottava lunazione è definita “del fuoco” per via del colore che assume il fogliame durante questa fase. Si ha la quasi interruzione del flusso linfatico. È il momento delle lavorazioni autunnali.

Con la nona lunazione chiamata “delle braccia tese” gli alberi si spogliano e sembrano rivolgere i rami verso il cielo proprio come a tendere delle braccia.

La decima lunazione (Natale) è quella del solstizio d’inverno e del relativo periodo natalizio. È chiamata “dell’alchimia”. In questo momento vi è un notevole influsso cosmico. È interessante notare che questaLuna piena (la Luna piena che vi è nella decima lunazione) è quella che raggiunge il punto più alto del cielo venendo a trovarsi nella regione dei Gemelli, mentre il Sole è nel suo punto più basso, quasi come fosse un volteggiare tra Sole e Luna piena (s’intende la fase di Luna piena, cioè quando questa è completamente illuminata e visibile per intero). Quest’anno la Luna piena della decima lunazione cadrà proprio nel giorno di Natale; ciò contribuirà a rendere ancora più magico questo periodo. Questa Luna piena ha il compito di veicolare luce sulla Terra nel pieno dell’inverno.  

Nota: Durante i mesi invernali le varie Lune piene si trovano nelle costellazioni più alte (quelle occupate dal Sole durante i mesi estivi). Mentre nel periodo estivo accade il contrario: il Sole si trova nelle costellazioni più elevate, mentre le Lune piene vengono a trovarsi in quelle più basse.     

L’undicesima lunazione è chiamata “del sonno” trattandosi di un riposo quasi totale della vegetazione. In questo momento è pieno inverno.

La dodicesima è detta “del sogno”. Con essa la vita ricomincia a pulsare ed ha inizio la fioritura delle prime erbe di fine inverno così come il Nocciòlo dà inizio ad una nuova stagione vegetativa.

La tredicesima lunazione non si ha tutti gli anni. Perché si abbia una tredicesima lunazione occorre un periodo di più anni. Accade allora che tra la dodicesima e la prima ve ne sia un’altra che viene chiamata “dell’occhio dischiuso” (ciò si verifica perché il conteggio delle Lunazioni è relativo al ciclo solare annuale). In questo periodo, comunque, la morsa del freddo è ancora forte ma è imminente il risveglio della Natura.

Questi cicli sono variabili ma, di fondo, segnano le varie fasi nel corso dell’anno. Il cambiamento climatico ha contribuito non poco ad alterare i normali ritmi stagionali per cui, purtroppo, si è costretti ad assistere a mutamenti. Ma adottando uno stile di vita più sobrio e, soprattutto, piantando alberi si può far molto per la Terra ed il clima.

Dicevamo che, un tempo, queste lunazioni erano tenute in grande considerazione. Oltre che per i significati simbolici, anche per i risvolti pratici.

Con il calendario biodinamico delle semine e delle lavorazioni vengono prese in considerazione le varie fasi lunari anche in relazione alle costellazioni zodiacali. Occorre precisare che si tratta di astronomia, e non di astrologia. L’attività di ricerca diMaria Thun (1922-2012) ha evidenziato l’influenza della Luna sulle coltivazioni, così come il lavoro svolto da Lili Kolisko (1893-1976). Due donne straordinarie.

Nota: Come prima regola basilare va considerata la fertilità organica del suolo. La vitalità del terreno è un presupposto necessario per favorire l’azione degli impulsi cosmici. Rappresenta anche il fattore più importante e rilevante.

L’agricoltura è da sempre un settore di primaria importanza, ma tra il XVII e il XX secolo coltivazioni e tecniche hanno subito sensibili trasformazioni. Insieme alla meccanizzazione delle campagne ha inizio in Italia un ampio processo di industrializzazione; si tratta di scelte politiche che hanno caratterizzato lo sviluppo del Paese. A queste scelte sono stati sacrificati vari settori produttivi tra cui l’agricoltura. Questo processo di industrializzazione forzata è stato sostenuto da vari apparati (tra cui partiti, mass media, mondo della cultura ecc.) anche per guadagnare il consenso della popolazione in merito a queste politiche economiche. Ciò ha determinato una crisi di identità nelle campagne che ha indotto il contadino a non credere più nel proprio lavoro. Il tempo delle campagne, scandito dalla Luna e dal Sole, è stato sostituito dal tempo moderno con i suoi ritmi sempre uguali. È venuta meno l’osservazione della Natura, ed è stato reciso un cordone ombelicale. La società contemporanea assiste, spettatrice distratta, alla perdita di una cultura millenaria.  

Il processo di industrializzazione ha interessato anche l’agricoltura, generando un’agricoltura industriale fortemente orientata al presente, che dimentica il passato e non pensa al futuro (basti vedere ilbilancio energetico o la questione residuiderivanti dall’uso di erbicidi, fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi). Ma il punto centrale riguarda il fatto che non sempre gli interessi dell’industria coincidono con quelli dell’agricoltore, dell’ambiente e delle persone che, poi, dovranno cibarsi dei prodotti dell’agricoltura.

Ma quegli elementi della cultura di ieri sembrano oggi essere percepiti dall’uomo moderno come risorsa, da un lato, e dall’altro come sopravvivenza. Quasi come per riappropriarsi delle proprie radici, della propria identità secolare.

L’uomo moderno vive una dimensione spesso dissociata da ritmi biologici e ritmi naturali; ciò può essere interpretato come una conquista. Deve essere chiaro, però, che la base della manifestazione della vita è caratterizzata dal ritmo, quale è espresso anche nel ciclo calendariale, nel ritmo cardiaco, respiratorio, giornaliero e delle stelle. Siamo dunque tenuti al rispetto di questi ritmi e dei cicli vitali per non uscire completamente dall’ordinamento naturale.

L’abbiamo ribadito più volte: quella dell’agricoltore è una nobile attività. Produrre cibo significa sostenere la vita e mantenerla nel tempo. Il suolo è un patrimonio di inestimabile valore e l’agricoltore deve essere fiero di prendersene cura. Prendersi cura del suolo significa praticare un’agricoltura sana, come è quella biodinamica. È importante che possano convivere passato, presente e futuro; ciò che di buono viene dal passato deve unirsi al presente e, soprattutto, al futuro per unanuova agricoltura. Per un’agricoltura (ed una cultura) che riconosca la bellezza della vita.

L’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica opera con passione e impegno per trasmettere valori e conoscenze utili al bene comune, a misura d’uomo.